Libero Pensiero
Piove governo ladro.
03.01.12
Pronti su via, si riparte, anno nuovo, vita nuova? O tutto cambierà affinchè "gattopardescamente" nulla cambi?
In verità, ripensandoci, forse qualcosina è cambiata.
Berlusconi è andato via - con buona pace di Benigni, che sarà pure un fuoriclasse, ma a me fa piangere- la Juventus è tornata ad essere la vecchia signora che tutti noi conoscevamo, i Modà spopolano nelle hit parade, Minzolini non è più al tg1, Cristiano Doni confessa le scommesse clandestine - che faccia tosta, altro che mento in fuori -, gli italiani non possono più fare affari con il colonnello Muammar, Bossi rispolvera il Parlamento del nord, e la casta assediata nei palazzi, annaspa tra pratiche sadomaso - "si tagli chi puó" - e le secchiate di sterco scagliate da indignados e gente qualunque.
Ah dimenticavo, il professor Monti è il nuovo Presidente di un Consiglio dei Ministri composto da tecnici, accademici, ed economisti.
Riusciranno i nostri eroi a salvare la baracca? Mah, operazione ardua quando non mission impossible, ma siccome il prof. non è Tom Cruise, il suo film non è proprio un bel vedere. Anzi.
Pensioni, ici, superbolli, conti correnti, addizionale regionale irpef, e chi più ne ha più ne metta, tanto da far tornare in voga nelle piazze, nelle contrade, al bar dello sport come in palestra, l'immarcescibile ma sempre attuale, "piove Governo ladro" ( Pare che questa antica espressione, sia nata ai tempi del Granduca di Toscana, che dopo la nuova imposizione del tributo sul sale, era solito ordinarne la pesatura, dopo le piogge, con il sale bagnato e quindi più pesante )
E fuori purtroppo, direbbe Jovanotti," piove guarda come piove guarda come viene giù." Ma che dico piove, fuori "SDILLUVIA" - nella Val di Non, non capirebbero ma poco importa -, soffia impetuoso il vento della crisi, del malcontento, della protesta, insomma "mala tempora currunt".
I soliti uomini del monte, litigano sotto traccia, impegnati come sono a disegnare i grandi scenari del prossimo futuro ( naturalmente il loro futuro mica il nostro ) e a designare improbabili nomination per il prossimo Presidente della Repubblica, del Senato, della Camera e via discorrendo.
Nel frattempo la benzina aumenta, i morti sulla Catania-Messina anche, i posti di lavoro sono un miraggio a casa nostra, del ponte manco l'ombra, la Messina-Trapani in treno potrebbe essere raccontata da Omero e noi zitti zitti a prenderle sui denti e sulle ginocchia.
Ma da qualche parte dovremo pur cominciare no?
Che ne pensate in questo 2012 di cominciare a dare una mano alla nostra economia locale, consumando solo prodotti, cibi e vini siciliani, regalando solo ceramiche locali, vestendoci solo con abbigliamento made in Sicily, eccetera eccetera ( a proposito, la Cesame, marchio di eccellenza nel mondo, riparte solo se noi daremo una mano, comprando a casa nostra bidet e lavabi ).
La lista più che lunga sarebbe interminabile, noi da soli potremmo farcela invece di macchiarci di quell'odioso reato del "concorso nell'omicidio" delle attività commerciali dell'isola acquistando le hogan da Mustafà - a fera o luni - e le borse Louis Vuitton sotto i portici di corso Sicilia a Catania o di via Mariano Stabile a Palermo - la contraffazione è reato anche per gli acquirenti - da gente disperata e maltrattata quanto noi.
Io ci tento, a modo mio, da Ikea non sono mai andato, e la notte di capodanno ho brindato con ottimo spumante siciliano - nulla da invidiare alle bollicine francesi - dopo avere assaggiato "a solita cucchiarata di linticchi, chiddi nustrani", non si sa mai.
Auguri Catania, auguri Sicilia o quest'anno o mai più.
Giuseppe
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